il design senza idee

Un tempo le idee avevano la netta prevalenza sulla forma. Oggi, invece, si assiste al fenomeno contrario. Un’apparente condizione di “encefalogramma piatto” dove le “cose” vengono prodotte all’infinito e dove per emergere in un mercato concorrenziale, bisogna abbassare i prezzi: alla lunga vinceranno i cinesi. Ecco la denuncia di Andea Branzi apparsa su Interni marzo. “Il pericolo è che questo vuoto di idee” dice “venga riempito dalle morali dell’ambientalismo quotidiano…della salvaguardia dell’ambiente…lasciando spazio ad un governo della scienza” e non della creatività.

A. Branzi, Interni marzo 09

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